Domus dell'Ortaglia

Il Museo di Santa Giulia presenta un primo percorso di visita suddiviso in settori corrispondenti alle principali fasi che hanno caratterizzato il volto storico della città di Brescia; partendo dall’Età preistorica e protostorica si giunge all’Età romana, considerata sotto il duplice aspetto del territorio e della città, per passare poi all’Età altomedievale e di qui, attraverso L’Età del Comune e delle signorie, a quella della dominazione veneta ed infine all’Ottocento, letto attraverso le numerose e ricche collezioni donate ai Civici Musei.
I settori archeologici del Museo della città, ampliati con l’annessione dell’area delle Domus dell’Ortaglia, sono ordinati all’interno degli spazi del monastero secondo il comune criterio (cronologico e tematico) e coprono un arco di tempo che va dalla fine del IV secolo a.C. all’età tardoantica.
A partire dagli ambienti del seminterrato vengono presentate le dinamiche di formazione del futuro centro urbano di Brescia e del territorio circostante, documentate da reperti preistorici e protostorici provenienti dai principali siti archeologici. Tra i materiali spiccano quelli relativi alla civiltà dei Cenomani, che in Brescia avevano il proprio capoluogo e che per ragioni commerciali e politiche diedero il via al lento processo di integrazione con Roma: della cosiddetta “romanizzazione” sono documentate le forme di amministrazione e di organizzazione del territorio, le risorse e le attività economiche, la religione ed il rituale funerario.
I visitatori del Museo, attraverso un suggestivo passaggio in una delle aree archeologiche già musealizzate all’interno del monastero, nella quale è possibile vedere una strada romana sulla quale si affacciavano numerose abitazioni con pavimenti a mosaico e pareti affrescate, accedono al piano terra del monastero, nel chiostro settentrionale, dove viene affrontata nello specifico la città di età romana: Brixia.
I reperti, tutti di esclusiva provenienza urbana, sono ordinati secondo quattro ampie sezioni. La prima è dedicata agli spazi ed agli edifici pubblici, frequentati da tutti i cittadini, quali ad esempio i santuari religiosi di età repubblicana (I secolo a.C.) ed il tempio capitolino (73 d.C.), il foro, la basilica ed il teatro. Nella sezione successiva vengono invece presentati gli spazi della vita privata, le abitazioni (domus), documentate da pavimenti a mosaico bicromi e policromi (uno di essi raggiunge i 60 mq di superficie) e da frammenti di pareti dipinte, con un particolare approfondimento per le abitazioni romane rinvenute proprio all’interno dei cortili del monastero di Santa Giulia. Segue poi la parte del Museo dedicata alle necropoli, nella quale sono ordinati i numerosi monumenti sepolcrali rinvenuti in città e vengono affrontate le principali caratteristiche del rituale funerario della religione romana. Il settore si chiude poi con una rassegna di reperti relativi alla città divenuta ormai cristiana.
La particolare contiguità fisica della sezione dedicata alla domus con l’area archeologica dell’Ortaglia rende significativo ed organico l’inserimento di questa tra i percorsi museali già allestiti; infatti in occasione della stesura del progetto museologico dei settori archeologici di Santa Giulia è sempre stata presa in considerazione questa fortunata situazione, al punto che la sezione dedicata all’edilizia residenziale privata è stata allestita intenzionalmente negli ambienti del braccio settentrionale del chiostro, al quale la domus dell’Ortaglia è attigua. Di proposito l’ordinamento attuale non espone i reperti relativi a quest’ultimo contesto archeologico proprio in vista del suo futuro allestimento con un preciso percorso di visita.
Con l’inserimento dell’area dell’Ortaglia nei percorsi del Museo della città è possibile entrare in una domus e percepire concretamente la spazialità delle forme del vivere di quell’epoca.
I visitatori del museo possono entrare tra le mura delle ricche domus e provare l’emozione di visitare le abitazioni dei bresciani di età romana, nella consapevolezza di trovarsi in un luogo unico ed importante per la storia non solo della città ma della cultura romana in Italia settentrionale. Questo costituisce quindi uno degli aspetti più caratterizzanti e suggestivi del Museo della città realizzato nel monastero di Santa Giulia.

